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iNarrastorie

n u o v i m e d i @ p e r r a c c o n t a r e

di Emiliano Ansaldi

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Luci sulla Città

Di Giacomo Sisca, Emiliano Ansaldi, Gabriele Costabile, Emanuale de Siano

Roma Città Cosmopolita

di Ivan Cannistraro

Uno dei segreti del come Roma sia diventata nei secoli meravigliosa e unica come città, fino a diventare la grande metropoli di oggi, è la varietà umana di tutti coloro che ci hanno vissuto, per una vita o per un periodo limitato. Ci sono molte persone diverse che convivono nello stesso spazio ma spesso non conoscono di come a pochi kilometri la situazione cambi parecchio: una delle caratteristiche più folcloristiche della capitale sono infatti i quartieri e la loro grande diversificazione anche dovuta alle diverse epoche passate. Dai patrizi e i plebei, agli imperatori e senatori, alla casta ecclesiastica medievale, oggi si è arrivati alla complessa struttura sociale moderna e Roma sembra aver mantenuto sempre lo stesso carattere di luogo speciale dove vivere. I romani hanno maturato una saggezza popolare e un’occhio scaltro sulla vita, il saper vivere, saper convivere con i cambiamenti in corso senza mai però crederci troppo, vivendo oggi nel paradosso fatto città, la miscela di opposti che la caraterizzano e la rendono la grande città amata e odiata , celebrata e bistrattata, lodata e infangata, celebrata e stuprata, che i suoi abitanti e tutto il mondo spesso vivono con occhio distratto.
Roma è infatti casa dello sfarzo e la ricchezza più opulenta, ma anche della solita, meschina, miseria. Che ci si affacci dalle eleganti palazzine stile liberty di via Veneto o dalle grige torri della periferia basta farsi un giro al centro per ammirare un patrimonio artistico unico fatto anche da uomini del popolo con grande talento. Come per la vita è importante la diversità, per Roma è fondamentale che ci sia sempre una ricchezza culturale di varie visioni delle cose che fanno si che ci si metta in dubbio e si aquisiscano diverse conoscenze per arricchire la propria visione delle cose e magari, poter apprezzare per esempio, ancor di più le meraviglie e gli scorci di Roma.

Prospettive

di Emanuele de Siano

prospettive

È proprio quando credete di sapere qualcosa che dovete guardarla da un’altra prospettiva.

John Keating (Robin Williams), in L’attimo fuggente

L’anima di Roma

Le emozioni che Roma regala a chi sa ascoltare e la musica del grande Ludovico Einaudi che calza a pennello queste immagini. Ecco l’essenza di questo breve video che cavalca i vari stati d’animo in una notte capitolina.

 

Urban Colors

di Luca Forgione

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Un’assuefazione perfetta alla vita urbana odierna è segno di gravissimo squilibrio. È sano soltanto chi ne soffre.

cit.Guido Ceronetti

Alice nella Città

di Luca Nicolosi, Elisa Pulcini e Sirio Ruffelli

 

I custodi invisibili di Roma

di Monica Tranchida

Li vedi lì adagiati, silenziosi, ormai in simbiosi con le antiche bellezze di Roma; sono quasi nascosti, ma osservando i passanti che si fermano lì, si rivelano, aspettando magari una carezza. Chissà cosa pensano dei turisti, desiderosi di fotografarli e pieni di curiosità alla vista di queste creature misteriose di vari colori, come sono varie le bellezze che riempiono Roma. Quando li scorgi in giro per la città, sembrano dei razzi, sfrecciano da un lato della strada a un altro, ma camminano lenti sui marciapiedi fino a quando non saltano o entrano tra le sbarre dei cancelli delle case. Ma molti risiedono nella zona centrale della città, soprattutto tra le rovine dell’Area Sacra di Largo Torre Argentina, da tempo ormai il loro rifugio; parecchi cittadini si prendono cura di loro, ritenendoli ormai parte integrante della popolazione, come Birillo, un gatto rosso paffutello cresciuto lì, molto affettuoso e curioso. Dopo aver consumato la sua razione di cibo, durante la notte percorre il tragitto che da Torre Argentina lo conduce ai Fori Imperiali; scappando di qua e di là alla vista di qualche cane, attraversa evitando il tram che passa lungo la strada. Giunto a destinazione, sceglie un posto comodo sul quale riposarsi, godendosi la tranquillità notturna e aspettando il nuovo giorno, accompagnato dal verso dei gabbiani che volano sopra e intorno a lui. Al mattino, alla vista di un gruppo di turisti, sembra quasi mettersi in posa per farsi fotografare e pian piano inizia la marcia che lo riporta dai suoi simili, fermandosi di tanto in tanto per lasciarsi accarezzare.

In un batter d’ali

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” Quello che il bruco chiama fine del mondo, il resto del mondo chiama farfalla.”
Foto di Francesca De Marchis

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